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Casse comunali in profondo rosso, l’ombra del dissesto su palazzo Convento

Profondo rosso nelle casse del Comune di Nicotera. Perchè, alla fine, i nodi vengono sempre al pettine. Il caso Sogefil, le difficoltà ed i ritardi dei cittadini nel pagamento delle bollette, l’utilizzo di fondi vincolati, i debiti con la Regione, i contenziosi ed altro ancora hanno creato un buco che l’Ente, ormai, fa davvero fatica a fronteggiare. Non a caso i responsabili dell’area finanziaria stanno passando al vaglio tutti gli atti per costruire un quadro chiaro della situazione e adottare le scelte conseguenziali. Per certo, sta acquistando sempre più consistenza l’idea di ricorrere al dissesto per cercare di tamponare tutte le falle e ripartire da zero. La partita si gioca a tutto campo. Il consulente esterno Pino Curciarello, chiamato dalla commissione straordinaria a dare manforte al dirigente Angelo Grande, ex art. 145 del Testo unico enti locali, sarà lunedì mattina a Roma al ministero dell’Interno per discutere con la dirigenza della Finanza locale la situazione di Nicotera e cercare di capire se quella del dissesto possa essere la soluzione migliore per traghettare il Comune fuori dal pantano.

Assieme a lui, con ogni probabilità, ci sarà uno dei componenti della triade commissariale (Adolfo Valente, Nicola Auricchio, Michela Fabio) anche perché, alla resa dei conti, il peso delle responsabilità per le scelte che si andranno a fare, nel bene e nel male, dovrà, comunque, ricadere sulla stessa commissione straordinaria. In realtà, nessuno disconosce la gravità della situazione, ma l’ipotesi del dissesto non entusiasma. Grava su ogni valutazione l’esperienza del passato ossia del primo dissesto dichiarato dal Comune negli anni Novanta, portato a compimento dopo oltre vent’anni e, a quanto pare, neppure nel migliore dei modi perché non tutti i debiti sarebbero stati saldati.

michela fabio
michela fabio

Nelle casse dell’Ente, in sostanza, mancano gli otto milioni non versati, tra il 2005 ed il 2012, dalla società di riscossione Sogefil il cui caso è stato oggetto d’attenzione da parte dell’autorità giudiziaria. A portare tutte le carte in Procura subito dopo il suo insediamento era stato l’ex sindaco Franco Pagano che, poco mesi prima di dimettersi, ha citato in giudizio la commissione straordinaria che l’aveva preceduto ed il ministero dell’Interno per sollecitare il pagamento di 3.600.000 euro ovvero il debito già riconosciuto e mai saldato dalla Sogefil. La causa è ancora in corso e la prossima udienza si terrà a dicembre davanti al Tribunale di Catanzaro. Sempre Pagano, dovendo far fronte ad un pressante deficit di poco meno di otto milioni, per evitare il dissesto, aveva fatto ricorso ad un mutuo con la Cassa depositi e prestiti che gli concedeva 5,9 milioni. Somma non utilizzata per intero e, in ogni caso, non sufficiente a “riveder le stelle”.

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