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Nicotera, le strane strategie dell’Asp affondano la sanità sul territorio

ospedale nicotera

Servizi sanitari in mezzo al guado: nessuno si impegna a garantirne l’efficienza, nessuno si assume la responsabilità di chiuderli. Un pensiero questo che, probabilmente, alberga nei corridoi del palazzo senza che nessuno, però, trovi il coraggio di comunicare ai circa 25mila residenti del comprensorio nicoterese che non hanno più diritto ad un livello minimo d’assistenza. E così da una parte si continua a parlare di potenziamento della medicina sul territorio, dall’altra la si condanna a lenta agonia. L’utenza non ne può più. Il malumore dilaga e non c’è giorno che, di fronte al susseguirsi di inconvenienti, non si levino vibrate proteste che, sul momento, investono il personale in servizio, ma, in realtà, chiamano in causa l’esasperante lentezza dei vertici dell’Azienda sanitaria nell’adottare un qualsiasi provvedimento. Ad oggi, il minimo di funzionalità dei servizi ancora esistente è legata solo e soltanto allo spirito di sacrificio dei pochi dipendenti rimasti in attività e degli specialisti che operano nei pochi ambulatori ancora aperti. Tutti si muovono in autonomia. Al primo involontario disguido il sistema va in tilt.

A rendere la situazione altalenante contribuisce notevolmente il fatto che la struttura ospedaliera, che ospita tutti i servizi e tutti gli ambulatori, da un paio di mesi è priva di un responsabile. Andato in pensione il dottor Franco Prenesti, la direzione aziendale non si è minimamente posta il problema di come rimpiazzarlo. In sostanza, il personale naviga a vista. Succede, allora, che l’ascensore sia guasto da più giorni e che nessuno provveda a farlo sistemare. Il risultato è quello che, quasi quotidianamente, si assiste al disagio di persone invalide che non riescono a fare le scale senza il supporto di qualche volontario che le aiuti o di utenti in carrozzella che non possono accedere agli ambulatori. Succede anche che più rubinetti non siano funzionanti da tempo, ma di idraulici per ripararli neppure l’ombra. Ma c’è di più e, decisamente, di peggio. Da qualche giorno è assente per malattia il tecnico di radiologia, l’Asp non manda nessuno a sostituirlo per cui la radiologia rimarrà chiusa sino al prossimo 15 ottobre. Naturalmente, se il tecnico interessato prolungherà la malattia il laboratorio rimarrà chiuso ad oltranza.

E, a proposito di radiologia, va rilevato ancora un volta un altro dato vergognoso. Da oltre due anni giace abbandonata sul pavimento, ancora imballata, un’apparecchiatura destinata a sostituire quella in funzione da parecchi lustri. E’ questo uno degli esempi più lampanti della scarsa attenzione che il management aziendale riserva alla struttura sanitaria nicoterese forse responsabile solo di essere periferia. Una periferia, probabilmente, vittima di incomprensibili “strategie” e, quindi, destinata a morire. Non si spiega diversamente la disattivazione degli ambulatori di ginecologia, dermatologia, ortopedia, oculistica, odontotecnica e altri ancora per i quali la riattivazione viene continuamente promessa dai vertici aziendali e mai realizzata. A testimoniare la “distrazione” dei vertici dell’Asp ci sono anche le condizioni di precarietà del punto prelievi che quotidianamente soddisfa le esigenze di decine di utenti. Lo scorso gennaio è andato in pensione il dipendente addetto al servizio, non è stato rimpiazzato. Nè è stata individuata una figura di infermiere stabile pur essendocene la disponibilità. Il funzionamento della struttura è legato, quindi, alla buona volontà di infermieri operanti in altri ambulatori i quali, per non creare disagi agli utenti, soprattutto anziani, fanno del loro meglio per tamponare ogni difficoltà. C’è un’altra “medaglia” da assegnare al management aziendale. Ogni volta che uno specialista è assente nessuno avvisa i pazienti in lista d’attesa da mesi. Gli stessi, magari, affrontano lunghi viaggi per poi essere rimandati indietro. Succede soprattutto con la “moc”. Gli interessati arrivano anche dalle Serre o dalla Piana di Gioia Tauro senza risolvere nulla. Sacrosante le loro proteste.

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